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April 10 2013

Era meglio se ci facevi una serie tv – il caso Morning Glories

Da grande ammiratore di Nick Spencer, come ho scoperto Morning Glories e ne ho letto la trama l'ho immediatamente trovato un fumetto interessante e dall'enorme potenziale.
All'epoca Lost non si era ancora concluso e Morning Glories mi fu spacciato come "il Lost del fumetto" (lo stesso Nick Spencer, avrei scoperto in seguito, definiva la sua storia come "Runaways meets Lost"). Superhype!!!
Alla presenza del primo volume non potei rimanere colpito dalla copertina di Rodin Esquejo:  ragazze fascinose e ragazzi molto yeah pur senza sembrare dei subnormali. Il tutto in uno stile grafico molto accattivante.
Poi l'ho aperto e il mondo è imploso.

Morning Glories è una serie molto particolare, ambientata in una prestigiosa scuola per giovani talenti che custodisce segreti e misteri. Spencer ci butta in pasto su un piccolo gruppo di studenti, tre ragazzi (Hunter, Ike e Jun) e tre ragazze (Zoe, Jade e Casey) e ne esplora la vita, le motivazioni, i background e le storie personali, rivelandoci come ognuno di loro pora con sé un bagaglio molto più grosso di quel che ci si aspetta. Scuola dagli alti requisiti d'accesso, la Morning Glory Academy è uno di quei posti che potrebbero dare del filo da torcere alla Xavier School for Gifted Youngsters (Jean Grey school?!) o a Hogwarts, dando alloggio a misteri che si infittiscono, permeano la scuola fino alla sua stessa struttura e, cosa non da poco, tendono ad aumentare di volume man mano che il lettore si addentra nella lettura. Così a ogni pagina voltata il mistero s'infittisce e si arriva alla fine del primo volume con una mole di interrogativi tale da riempirci una carriola.
Verrà spiegato tutto nel secondo volume, uno pensa. E invece no, perché il secondo volume raccoglie una serie di albi che si concentrano ognuno su uno dei sei protagonisti, progredendo ben poco con la narrazione principale e aggiungendo nuovi enigmi ai precedenti.
E se sperate che il terzo volume vi sia d'aiuto nel capirci qualcosa di più... beh, io inizio a ridere ora.
Nonostante la tendenza all'accumulo degli enigmi la storia è solida, ben scritta, piacevole, coinvolgente.
Lo stile è quello delle serie tv, ed è evidente da come l'autore si prede il giusto tempo per raccontare di un personaggio, per poi passare a un altro a un altro ancora e così via; aspetto che raggiunge il culmine negli albi 7-12 (quelli del secondo volume, per intenderci), in cui ogni capitolo si concentra sul passato e il presente di uno dei protagonisti.

Qualcuno ha detto, per caso, Lost?
Veniamo dunque al punto della questione: con tre volumi all'attivo, e il quarto in arrivo, l'impressione cresce e si consolida pagina dopo pagina. Per quanto, sostanzialmente, mi infastidisca il troppo abusato adagio "bel fumetto, dovresti farci un film/una serie televisiva", più leggo Morning Glories e più mi ritrovo a pensare "Nick Spencer, avresti dovuto farci un telefilm".
Farci.
Non trarci.
Morning Glories è la classica storia seriale da televisione, che accumula misteri di continuo, getta briciole ai lettori vincolandoli ancor di più alla storia, e costruisce una trama che si solidifica e si espande man mano che prosegue, promettendo implicitamente la chiave di lettura nelle battute finali, di cui la conseguente rilettura dell'intera vicenda.  Una storia accattivante, che  trovo più fortunata nella sua edizione in volume (attendere un mese per ventiquattro pagine di misteri che si sommano a misteri precedenti può rivelarsi, a lungo andare, frustrante), e che viene letteralmente storpiata dalla propria veste grafica.
Intendiamoci: un fumetto non deve avere per forzatavole dalla costruzione originale, dal tratto sempre innovativo ed elaborato. Ma un conto è un disegno semplice (si pensi a Y the last man), o addirittura scarno (xkcd), ottimale per una determinata dinamica narrativa o per un particolare set di contenuti; un conto è un disegno essenziale e votato alla verosimiglianza che ben presto diventa grossolano, impreciso, talvolta affrettato, statico e legnoso.
Un fumetto racconta una storia con testo e immagini sequenziali; pur essendo frutto della sinergia di questi due elementi non è detto che il loro rapporto debba sempre essere 50/50; talvolta è la narrazione a guidare, talvolta è il disegno; in un buon fumetto le due parti sono comunque in armonia tra di loro, e collaborano al comune intendo di raccontare.
Ma se uno dei due rema contro la questione si fa spinosa, ed è questo il caso di Morning Glories: storia intrigante e coinvolgente, di quelle che si fatica a giudicare se non si giunge alla fine, unita a disegni che parlano da soli; e quel che dicono non è bello. Non è il primo caso (né sarà l'ultimo) di storia che surclassa i disegni e che si mantiene a galla per la sua elevata qualità, ma io mi chiedo perché dev'essercene completamente bisogno.
Lo leggerete, vi piacerà – magari (probabilmente) tanto – e sarete assorbiti dal vortice dei suoi tanti segreti e misteri. Ma durante tutto questo tempo avree costantemente una spina nel fianco, e quella spina si chiama Joe Eisma.


___

Morning Glories, testi di Nick Spencer, disegni di Joe Eisma, cover di Rodin Esquejo. Image Comics; edizione italiana a cura di Panini Comics.
vol 1 - For a better future
vol 2 - All will be free
vol 3 - P.E.

March 04 2013

Frankenstein, agent of S.H.A.D.E.


Allora, cerchiamo di resuscitare il cadavere.
Una metafora che, nemmeno a farlo apposta, rilancia questo nuovo ciclo (speriamo) viene inaugurato dal nuovo ciclo di un personaggio che, di fatto, incarna il rinnovamento.
Frankenstein agent of S.H.A.D.E., di Jeff Lemire e Alberto Ponticelli, a breve arriverà anche in Italia, per Lion. Considerati gli autori coinvolti non potevo attendere, e mi son buttato sul tp americano dopo aver letto alcuni numeri della serie spillata.
Tra le serie dark (vogliamo chiamarle "serie Vertigo"? facciamolo pure) di questa new wave DC, Frankensteinè quella più action, che più si discosta dalle altre per modalità narrative, atmosfere e toni. Un misto di sci-fi e horror per una serie spara e fuggi al limite dell'assurdo.
S.H.A.D.E. sta per Super Human Advanced Defense Executive, e già dal titolo si coglie (il riferimento alle tante agenzie con lunghi e improbabili acronimi salta all'occhio a chiunque abbia masticato almeno un semestre di major americane) il tono canzonatorio di Lemire a questo genere di strutture; aspetto potenziato dalle sembianze del suo direttore, Father Time (Father Timelord?) che ogni decade rigenera il suo corpo in uno nuovo, e che a questo giro si presenta come una bimbetta in divisa marinaresca. Alle dipendenze dello S.H.A.D.E. troviamo Frankenstein e il suo spadone, oltre a un nutrito gruppo di residuati scientifico-orrorifici con le sembianze dei mostri classici del cinema horror: c'è l'uomo lupo, il vampiro, la mummia e la creatura della laguna/scienziata, se non pazza, dalla dubbia moralità; personaggi non certo di facciata, cui Lemire  si premurerà di dare uno spessore interiore durante il corso del primo volume.
Tre i blocchi narrativi del suddetto primo volume: nel primo la squadra si trova a fronteggiare un'invasione di mostri pilotata da un'oligarchia di megamostri spaziali; nel secondo – di un solo numero – Frankenstein viene mandato a caccia di O.M.A.C., crestuto energumeno dalla pelle blu; nel terzo lo SHADE tutto si trova a fronteggiare gli esperimenti falliti del proprio programma di creazione superumani.
Insomma, repetita iuvant: in Frankensteinsi pesta. E tanto.

Il Frankenstein di Edmond Hamilton e Bob Kane è molto vicino alla sua contropare letteraria, così come lo è quello di Len Wein. Vira dalla tradizione il Frankenstein di Grant Morrison e Doug Mahnke, una cosa tipo Conan meets Lobo meets Hellboy (on Mars); il risultato era un cappa e spada fantascientifico molto ritmato e votato allo scontro e ai fiumi di sangue.
Lemire mantiene questa logica imbrigliandola in una stuttura più gestibile e caricando maggiormente i personaggi, seppur a discapito di buona parte della carica anarchica propria di Frankenstein. Carica che ritroviamo, principalmente, nelle scene di battaglia, nelle quali Ponticelli dà il meglio di sé per resa del caos e scelta delle inquadrature (i tuffi di Frank dall'elicottero o l'intera scazzottata con O.M.A.C. sono alcuni dei momenti visivamente più goduriosi.
Gli scenari fantascientifici (reali e virtuali) sono molto suggestivi e ben si legano a uno stile ruvido; sembra di essere tornati (finalmente) al cyberpunk anni '80 ed essersi lasciati alle spalle la chiassosa fantascienza perfettina e pulitina delle ultime pellicole; che pure può esser bella, ma che sembra sempre meno in linea con la piega che gli eventi stanno prendendo.
Il disegno è vibrante, ruvido; i mostri sono strutturalmente indefiniti, sembrano più masse archetipiche di orrore grezzo che invadono le strade; le risse sono implacabili e caotici mari di sangue, metallo, laser e carne (o chi ne fa le veci).

Da questo primo volume emerge lampante una cosa: gli spiegoni fantascientifici sono il tallone d'Achille di Jeff Lemire; con l'avvio della serie Lemire si trova un sacco di cose da spiegare, personaggi da introdurre, tecnologie da semplificare, e questo rallenta enormemente il tempo della narrazione. Procede più tonico, invece, nelle parti in cui deve effettivamente far accadere qualcosa, dimostrando come anche la violenza bruta e le risse tra energumeni siano alla sua portata.

Due sono, fino ad ora, le grandi pecche della serie:
- la colorazione di José Villarrubia, che proprio no, non va bene, appiattisce, sembra il lavoro sbrigativo di un rappresentante degli Stabilo Boss (ve ne renderete conto con l'arrivo del nuovo colorista negli ultimi numeri, presentati nel secondo e conclusivo, volume);
- il lavoro alle chine (fortunatamente limitato al solo settimo capitolo di questo volume) di Walden Wong, che stonda le figure, ammazza i dettagli e si dimentica dei neri (è pur sempre una serie in parte horror, accidenti!).
Pecche sensibili, dal momento che condizionano fortemente l'aspetto visivo di un... linguaggio visivo; già.

A conti fatti: una buona prova da parte del team (o perlomeno da 2/3 del team), una serie d'azione svincolata da logiche di continuiy (per ora, con l'arrivo di Matt Kindt ai testi le trame, più strutturate e corpose, arriveranno addirittura ad intrecciarsi con quelle di Swamp Thing e Animal Mannella lotta contro la Putrefazione) e dai ritmi (quasi sempre) serrati. Se rimpiangete Lobo dovete leggerla. Se vi piace Hellboy dovete leggerla. Se pensate che il meglio della vita sia schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle loro femmine, allora dovete leggere Frankenstein agente dello S.H.A.D.E.
Amen.


___

Frankenstein agent of S.H.A.D.E., di Jeff Lemire e Alberto Ponticelli, ed. RW Lion, 160 pagine a colori, € 13,95.

November 11 2012

Il ballo delle debuttanti

Alla fine sono arrivati. Alla fine siamo all'inizio, come testimoniano le foto che seguono. Tre minuti di autocelebrazione e poi, a breve, tornerò ad infastidirvi parlando di cose e strologando di idee a monte di storie che poi alla fine, tutto sommato, chissà.


Se ve li siete fatti sfuggire a Lucca pot(r)ete trovarli nelle (migliori) fumetterie oppure ordinarli online sul sito di Edizioni BD.


Un ringraziamento al sempai Bariani per avermi scaric... mh... passato Empowered e un "bella lì" al sempre preciso e sapiente Davide Savani (che ieri ha compiuto gli anni, fategli gli auguri!) per la featuring su Valen.

November 01 2012

Lucca 2012: dove e quando?


Allora, mi trovate a Lucca domenica, da un orario non ben precisato nella mattina ma che si suppone tenderà a coincidere con l'orario di apertura, fino a - indicativamente - la chiusura.


Per chiunque proprio non ce la facesse ad aspettare e volesse vedermi prima, mi trovate allo stand BD, nel colophon di Savage Dragon: Dragon War, alla voce traduttore

Dragon War segna il ritorno del verde pinnuto dopo una lunga pausa e inizia a tirare le fila delle luuuuuunghe trame intessute da Erik Larsen negli ultimi anni. Un volume pregno di calci nel culo, in esclusiva italiana per Lucca Comics 2012.

Non vi basta? Allora mi trovate anche tra i credits del quinto volume di Empowered, opera maxuma di Adam Warren provocante e impetuosa, che in questo volume dimostrerà di non essere solo supertizi, bondage e demoni infernali allitteranti (oh, qual fatica!), ma darà prova di grande introspezione e profondità narrativa, regalandovi pagine che definire toccanti è riduttivo.


Ancora non potete fare a meno di me? Beh, allora buttate un occhio a Valen, storia dall'incontenibile potenziale distruttivo firmata, alle matite, dall'ormai colossale Matteo Scalera

Un mio piccolo aiuto sta anche lì.






 Se poi proprio volete le chiacchiere, be'... vi toccherà aspettare domenica (mi raccomando l'ombrello).


May 25 2012


mind the closure è ancora vivo - a fatica ma vivo - e tornerà presto... ma non chiedete quando, che io non lo so e non voglio spezzarvi il cuore con una promessa non certo facile da mantenere.
Nel frattempo, se proprio non riuscite ad aspettare, potete buttare un occhio alla recensione del primo volume italiano di Extinction Seed (di Davide Aicardi, Livia Pastore e Alessia Nocera, targato GG Studio) oppure a quella di Se sei vivo, spara!, il nuovo fumetto di una giovane promessa per il fumetto italiano, Bruno Letizia, per la nuova etichetta indipendente Villain Comics. 
Buona lettura e a presto (davvero)(giuro)(circa).

April 05 2012

Animal Man

È passato un bel po’ di tempo dall’ultimo aggiornamento. Le cause son le solite, impegni, scadenze, cose in più da fare, ma non mi ci soffermerei, che non è mica un fashion blog questo.

Piuttosto arriviamo a palla di cannone sull’argomento di oggi e iniziamo a far detonare la montagna di cose di cui sono mesi che vorrei poter scrivere qui. Parto oggi, sperando di riuscire a mantenere un po’ di costanza, parlando di Animal man. Il nuovo Animal Man di Jeff Lemire e Travel Foreman, per esser più precisi, che ha qualcosa a che vedere con il vecchio, ma è il nuovo (e non solo perché la testata riporta in calce The New 52, marchio del nuovo corso DC Comics post-Flashpoint). Innanzitutto Buddy “Animal Man” Baker non è più un personaggio Vertigo ma è regolarizzato nelle fila dell’universo DC (ma questo già da un po’, come può ricordare chiunque abbia letto la serie settimanale 52); un passaggio di etichetta cui ha corrisposto un aumento nei toni cupi e inquietanti della serie, molto più orrorifica e interiore riespetto al passato.
Il lavoro di Lemire è encomiabile e Animal Man è senza dubbio una delle migliori nuove serie sfornate in casa DC (lo disse pure Geoff Johns). Può sembrare una sparata da fanboy, ma basta soffermarsi un istante sul modo in cui lo scrittore – da sempre maestro di un certo tipo di narrazione fortemente emotiva ed emozionante, reinventatosi qui scrittore horror e con indubbi risultati – tratta i personaggi e le situazioni, scava nel loro interiore e lo espone tanto nel quotidiano quanto nel fantastico.
Ne ho parlato al tempo dell’uscita del numero uno e proseguendo nella lettura ho gradualmente consolidato il mio punto di vista in merito: se c’è qualcosa che merita di essere letto in questo momento è Animal Man.
Animal Man non è solo la storia di Buddy Baker, ex supereroe, ex stuntman e ora attore e attivista, ma soprattutto padre, marito e uomo; Animal Man è la storia della famiglia Baker e dell’orrore in cui si trova a sprofondare al manifestarsi dei poteri di Maxine, in grado di controllare gli animali morti (ma non solo, come si scoprirà in seguito). Da questo momento in poi l’intera famiglia si troverà a gestire le conseguenze di questi poteri, specie Buddy, che vedrà modificato il suo status all’interno della serie da protagonista a coprotagonista e guida di una figlia che sembra essere ben più potente di lui.
Se stiamo qui a parlare di introspezione, atmosfera e potenza narrativa è anche grazie al massivo apporto che il disegno di Travel Foreman offre alla serie. Personalmente è stata la prima volta che mi trovavo davanti a questo disegnatore e devo dire che mi ha del tutto sorpreso per il suo approccio non convenzionale alla materia. Foreman passa da sequenze ampie e luminose che coinvolgono le due pagine come un'unica superficie, a labirinti visionari, cupi, in cui il tratto si ispessisce, la trama del segno si fa più fitta e le ombre invadono le figure. Gioca con le luci e le ombre, le forme, le vignette, gli spazi allo stesso modo in cui Lemire gioca con la normalità e l’assurdo. Il disegno sostiene a piene mani la narrazione diventando realmente (cosa che non sempre è scontata) un tutt’uno con essa, dando forma alla quiete, alla semplicità, al caos, alla paura.
Rimane il problema dell'abbandono della serie da parte di  Travel Foreman (praticamente dopo il sesto numero, formalmente dopo aver disegnato qualche pagina del settimo e dell’ottavo), sostituito da Steve Pugh, che sembra cercare una continuità a malapena trovata, cadendo a tratti sembra ricadere in uno stile di disegno strettamente convenzionale; ma per giudicare questo ci sarà tempo.
Impossibile, infine, non chiedersi se una serie simile non meriti la dignità di una conclusione e la salvezza dallo stiracchiamento progressivo delle trame che, prima o poi, finisce col colpire un po' tutte le testate. Certo, è preso per parlare di questo, Lemire avrà molte frecce al proprio arco e se non sarà lui sarà qualcun'altro, e poi qualcun'altro ancora. Ma verrà inevitabilmente il giorno in cui la domanda da porsi sarà "sei più attaccato al personaggio o all'idea di una bella storia?" e qualcuno dovrà fare una scelta.
Tags: recensioni

February 17 2012

Quando la grande Storia fa “Slam”, fumetti e Risorgimento

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Appuntamento domenica prossima, dalle 18.30, al circolo Materia Off per la presentazione della rivista sulla storiografia Zapruder, che dedica il nuovo numero alle potenzialità narrative dei “ballons” con il titolo La Patria tra le nuvole

E all’improvviso la porta della grande Storia fa “Slam”. I fumetti prendono a narrare di Garibaldi, dei briganti e di eroi lasciati indietro dalle pagine ufficiali e accademiche: come Colomba Antonietti, 22enne, unica donna vestiata da bersagliere a combattere nel 1849 contro l’assedio dell’esercito francese alle mura romane. Le “nuvole parlanti” del resto mostrano una versatilità estrema, una capacità di aderenza unica alla narrazione storica e alla sua rappresentazione “altra”: più popolare se vogliamo.

E’ questo il motivo per il quale il nuovo linguaggio storigorafico, sempre più diffuso, ha fatto drizzare le antenne alla redazione di Zapruder – Storie in movimento, rivista con un occhio alternativo sulla conflittualità sociale nell’Otto e Novecento.

Appena trascorse le celebrazioni per il 150esimo dell’unità d’Italia, in particolare, Zapruder propone una serie di indagini sulle rappresentazioni di patria, nazione e Risorgimento nei fumetti italiani del Novecento con un numero tutto dedicato (”La Patria tra le nuvole”) che verrà presentato dal redattore del giornale Roberto Bianchi, ricercatore dell’Università di Firenze, a cura del Centro studi movimenti di Parma. Appuntamento domenica prossima 19 febbraio, ore 18.30, al circolo culturale Materia Off di borgo S. Silvestro 40.

Dalle tavole disegnate a inizio secolo o durante il fascismo, a quelle pubblicate in occasione del centenario dell’unità, fino alle più recenti e mature opere d’autore o alle pubblicazioni di stampo propagandistico (volte a insegnare i confini di identità padane o neoborboniche), autori e autrici forniscono ampi spunti per rileggere la storia dei fumetti e per collocare i fumetti nella storia.

Info: csm. parma@alice. it / 328-9769438

Tags: fumetti

February 15 2012

“Zapruder” tra storia e fumetti

clip_image001Domenica 19 febbraio alle ore 18:30 il Materia Off (Borgo S.Silvestro 40) ospiterà la presentazione del numero 25 di “Zapruder”, quadrimestrale di studi storici che da sempre si propone di analizzare il passato e il presente discostandosi dalle dinamiche tradizionali e accademiche del fare storia.

Cosa abbia a che vedere questo con una rubrica legata al fumetto è presto detto: il numero 25 di “Zapruder” propone infatti una panoramica del centocinquantennale dell’Italia servendosi del fumetto come strumendo d’indagine. Come ha reagito il fumetto alla celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia? Come è ricordata l’unificazione del Paese nella produzione che ritrae lo stesso nella forma dell’arte sequenziale? Quali sono gli effetti del Risorgimento nel 2011? Sono solo alcune delle domande che sorgono spontanee pensando al rapporto tra un momento che forse viene sentito al contempo come molto importante ma troppo lontano, e un linguaggio ormai centenario ma ancora ricco di potenzialità inesplorate e, purtroppo, sottostimate dai più.
Dai fumetti sul Risorgimento (poiché fumetti del Risorgimento ancora non era possibile) ai fumetti sulla Resistenza, dal centenario a particolari derive del fumetto italiano nei giorni della celebrazione.
Un numero che non solo spazia per argomenti e argomentazioni, ma che segna un punto in favore del fumetto (se mai questo ne sentisse il bisogno) nel suo rapportarsi alla società in cui viviamo e descriverla, restituendola al lettore con la forza che solo un linguaggio ibrido come questo può avere.

Durante la presentazione è previsto un intervento del Professor Roberto Bianchi dell’Università di Firenze, curatore del numero.

[Alfredo Goffredi]

February 03 2012

Friendly neighborhood WTF?!

Prendere un granchio su un ragno non è cosa da poco, prenderlo su due è diabolico.

Il fatto è che Comic Book Resources parla di uno dei prossimi eventi Marvel/Ultimate, questo: 

Giusto per tirarmela: Hey USA Marvel fan, open your eyes!
Take a look  at this logo and then scroll down...

Sopra un logo di ragno composto di due simboli differenti (ho aggiunto didascalie in inglese per irretire lettori americani) compare la scritta Spider-Men. A destra (con i colori invertiti) quello di Miles Morales, il giovane Spider-Man blatino dell'universo Ultimate. 

... yeah ok, the right half is Miles' symbol ... aaaand ...


A sinistra quello di Peter Parker.

CALMA.

Di QUALE Peter Parker? 
Come mi faceva notare oggi stesso il buon Nicola Degani, che è sempre attento e ogni giorno ci dimostra di avere più memoria e attenzione di tutti noi per quanto riguarda le cose importanti, la metà di sinistra è sì il logo adottato da Peter Parker... ma è quello dell'universo Ultimate!

Che potete infatti riconoscere da qui:

... the left one is Peter Parker's one.
Peter Parker from Ultimate Universe's one!


Si. C'è scritto "DEATH".
Lo so, teoricamente nell'universo Ultimate i morti restano morti, o meglio, è sempre stato così fin dalla sua creazione.
Per prima cosa, ovviamente, si è pensato a "non è morto" (l'esatta sintassi non era proprio questa, ma non era nemmeno trascrivibile, per decenza).

La seconda idea è stata "cloni". Di nuovo? 

In quale dei due modi era peggio essere presi in giro? Magari nel terzo.
Che se non ricordo male è andato all'incirca così:
N: beh il senso di Spider-Men al plurale... magari vuol dire che ci sono stati più ragni radioattivi e
A: Spider-Island... ancora?
N: eh
Il terzo caso, come leggiamo qui sopra, prevedeva che venisse bissata (o quasi) una condizione già avvenuta nell'universo "ufficiale" (616, per i veri nerd). Niente di nuovo, del resto quando l'universo 616 era stato infiltrato dagli Skrull (durante Secret Invasion) nell'universo Ultimate (1610, per i veri nerd) Loeb infiltrava gli Ultimates con delle copie robotiche.
Ma non s'era detto basta (simil)ret-con? EH.

Aggiungerei tra le possibili scelte originali il fatto che Peter torni sotto forma di zombie, doppio alternativo, doppio di un diverso momento della stessa linea temporale, gemello malvagio cresciuto a teste di pesce in soffitta, nano da giardino, incarnazione della forza Fenice, Jim Moriarty, metanarrazione, variante onirica.

E quindi? E quindi boh, non resta che aspettare giugno. Il fatto è che secondo noi il crossover molto probabilmente:
- non sarà un crossover
- sarà tutto ambientato nell'universo Ultimate
- non coinvolgerà il Peter Parker di Terra-616

E se proprio Peter non comparisse? In fondo dietro a una maschera può esserci chiunque.

January 31 2012

Mai dimenticare le origini – an easter egg

È passato un sacco di tempo dall’ultimo aggiornamento, ma eccomi di nuovo qui. Avrei voluto iniziare l’anno (in ritardo) con un post su Animal Man, ma ho realizzato una cosa: tra poche ore chiuderà Splinder, celebre piattaforma italiana di blog hosting su cui, ormai sei anni e mezzo fa ho iniziato a scrivere di cose.Allora, il blog si chiamava takealookat e parlava un po’ di tutto, senza una

December 12 2011

Un tempo creavano miti

Stan Lee ha messo mano alla creazione di alcuni tra i personaggi più importanti e fondamentali del comico internazionale. Che piaccia o meno ha dato una svolta al fumetto e cambiato il modo di intendere il supereroe e le storie che lo riguardano.Che poi, intendiamoci, posson piacere o meno, e sono d’accordo sul fatto che il protrarsi ad libitum di una serie possa essere un errore. Ma il punto è
Tags: bacchettate

December 07 2011

[POPstore] Matteo Scalera presenta Valen the Outcast + live drawing session

locandina 10-12-2011 WEB

Comunicato stampa:

Sabato 10 è doppio evento al POPstore!

Dalle ORE 17 in poi saremo in compagnia di MATTEO SCALERA, che presenterà in anteprima nazionale VALEN THE OUTCAST, la nuova serie targata BOOM! realizzata assieme a MICHAEL ALAN NELSON.

VALEN THE  OUTCAST ci racconta delle (dis)avventure di Valen, Re giusto e valoroso guerriero, ucciso e riportato in vita nelle fattezze di un energumeno zombie  subito bollato come reietto da coloro che ha sempre giurato di proteggere. Il suo unico scopo è ora di lottare per avere indietro la propria anima.
Il fumetto sword & sorcery definitivo, che metterà d’accordo gli amanti di Conan con gli amanti degli zombie, quelli di Game of Thrones con quelli di The Expendables.

Potrete acquistare e far autografare le copie del numero uno, in uscita negli States il 7 dicembre e non ancora reperibili in Italia.

Alla presentazione si affiancherà una performance artistica del giovane autore parmigiano, che decorerà dal vivo la vetrina del negozio con un disegno originale.

E poi come al solito si beve e si mangia, non vogliamo certo mandarvi a casa a pancia vuota.

*

MATTEO SCALERA nasce a Parma e si diploma alla Scuola del Fumetto di Milano; dopo il successo a Lanciano nel fumetto 2007 e la prima pubblicazione italiana, sul progetto MADADH, Scalera vede la sua prima pubblicazione con il marchio Image, HYPERKINETIC, per i testi di Howard Shum. Resterà poco in Image, giusto il tempo di un numero di DYNAMO V, e poi eccolo approdare alla House of Ideas, la Marvel Comics, che lo mette al lavoro sulle matite di DEADPOOL TEAM-UP. Dopo alcune cover e interior art per BOOM! arriva l’ingaggio per VALEN THE OUTCAST. Nel mentre trova il tempo per portare avanti progetti paralleli (come la collaborazione con Giochi Preziosi) e personali, come la pubblicazione della miniserie RETRIEVERS, per edizioni BD, che ne ha mostrato il talento non solo come disegnatore ma anche come autore completo; per POPstore, Matteo Scalera ha realizzato una variant cover del primo numero di RETRIEVERS.

[Alfredo Goffredi]

November 30 2011

Don Camillo al POPstore

Comunicato stampa:

locandina popstore 3POPstore, il negozio di fumetti e pop-culture di Parma, è lieto di invitarvi a un nuovo pomeriggio dedicato alla narrativa a fumetti:

Venerdì 2 dicembre dalle ore 17, lo sceneggiatore DAVIDE BARZI e l’illustratore ROBERTO MELI, due tra i tanti autori chiamati a realizzare l’ambizioso progetto di adattamento a fumetti dei racconti originali di Guareschi, presentano la serie “Don Camillo a fumetti”.

Poi ci sarà da bere e da mangiare, ma non c’è nemmeno bisogno di dirvelo ormai…
Vi aspettiamo!

*
Don Camillo e Peppone: due icone che fotografano l’Italia del secondo dopoguerra e che a oltre sessant’anni dal loro esordio sono amati come allora. Gli straordinari racconti che Giovannino Guareschi ha scritto tra il 1946 e il 1966 ancora non avevano una versione a fumetti. Oggi, con l’appoggio totale degli eredi dello scrittore, ReNoir Comics ha prodotto questa fortunata serie, appena giunta al terzo volume.
In ordine cronologico i racconti originali di Guareschi vengono adattati in brevi storie a fumetti che, grazie a un’attenta e mai pedante ricostruzione storica, rievocano un’Italia d’altri tempi, sempre viva nel cuore di molti.
Ogni volume della serie raccoglie nove racconti dedicati alla saga di don Camillo e Peppone e due relativi al Mondo piccolo e ai suoi personaggi per così dire “secondari”.

Primo volume: Il capobanda piovuto dal cielo
Testi di Davide Barzi, Silvia Lombardi e Alessandro Mainardi
Disegni di Werner Maresta, Elena Pianta, Federico Nardo, Italo Mattone e Ennio Bufi
Introduzione di Mario Palmaro

Secondo volume: Ritorno all’ovile
Testi di Davide Barzi, Silvia Lombardi e Alessandro Mainardi
Disegni di Sergio Gerasi, Italo Mattone, Roberto Meli, Elena Pianta
Copertina: disegno di Ennio Bufi, colore di Mirka Andolfo
Introduzione di Alessandro Gnocchi

Terzo volume: Passa il giro
Testi di Davide Barzi, Silvia Lombardi e Alessandro Mainardi
Disegni di Ennio Bufi, Giampiero Casertano, Werner Maresta, Roberto Meli
Introduzione di Enrico Beruschi
*

Gli autori presenti al POPstore venerdì 2 dicembre dalle 17.00:
DAVIDE BARZI (Milano, 1972) scrittore, sceneggiatore, giornalista e storico del fumetto. Per ReNoir Comics ha pubblicato anche G&G, romanzo a fumetti dedicato a Giorgio Gaber che ha conquistato il premio miglior graphic novel a Fullcomics 2010, già giunto alla seconda edizione. Due edizioni hanno avuto anche i suoi libri Le Regine del Terrore (Edizioni BD) e Tito Faraci – Per scrivere fumetti (Coniglio Editore).Ha scritto molte storie dei personaggi Warner Bros per la testata G Baby. Collabora con la collana Almanacchi della Sergio Bonelli Editore e diverse serie come Topolino Story, 100 anni di fumetto italiano e Diabolik – Le origini del mito (Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport). Ha un blog all’indirizzo davidebarzi.blogspot.com.

ROBERTO MELI, (Parma, 1974), diplomato all’Istituto d’Arte della sua città, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna nel corso di pittura. Ha lavorato come illustratore per RAI radiotelevisione italiana, Sonzogno editore, Panini-sezione sportiva, Gazzetta di Parma, MUP Parma, Santillana, Carte Scoperte, Nicola Milano Editore e ReNoir. Insegna discipline grafiche e pittoriche.

November 28 2011

Shrapnel post

Mentre aspetto di potervi dire qualcosa di nuovo vi dirotto su alcune recensioni di materiale piuttosto interessante che ho preparato negli ultimi tempi per Comicus.Sono in gran parte albi provenienti dall'ultima edizione di Lucca Comics & Games (edizione di cui mi sarebbe piaciuto scrivere una specie di diario di bordo giornaliero, macché...) e sono tutti interessanti per un loro motivo, non

November 24 2011

25/11 – Aperitivo con gli autori al POPstore

Venerdì 25 novembre POPstore combatte la calata del freddo a colpi di fumetto e aperitivo. A partire dalle 17:00 e fino alle 20:00, per tutti coloro che desidereranno partecipare, saranno infatti presenti Francesca Santi e Matteo Berton, autori di Nelle Lande dei Giganti (progetto vincitore al Lucca Project Contest 2010) e Arjuna Susini, con Bullet Ballad (che l’autore ha disegnato sui testi di Alessio D’Uva).
Qui sotto trovate cover e sinossi, per tutto il resto sapete dove, sapete come, sapete quando.

LUCCA_CONTEST_PROJECT001

La quiete del villaggio di Taja è sconvolta da un tragico incidente: re Malik giace in fin di vita a causa della puntura di un insetto letale, il cui veleno non lascia scampo. Yera e Ras, i suoi figli, partono per una missione disperata, una sfida contro il tempo che li vedrà uno contro l’altro: chi riuscirà a recuperare l’antidoto per il padre vincerà la mano della bella Aja e il diritto a regnare. Un viaggio ricco di insidie nelle lande dei giganti, dove sarà consumato il più terribile dei tradimenti…
[Il volume contiene anche i progetti menzionati all'edizione 2010 e 2009, oltre a quelli selezionati durante il workshop dell'edizione 2010].
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Nelle Lande dei Giganti
(Francesca Santi, Matteo Berton)
Edizioni BD, brossurato, 80 pagine a colori, € 7.00

BULLET_BALLAD_001

Wexdale, una torrida cittadina al confine con il Messico. Lo straniero si chiama James Doharty, un ex agente della narcotici di Los Angeles. È in fuga da se stesso e dai propri peccati, alla disperata ricerca di redenzione. Precipiterà in un vortice di ricordi allucinati, in compagnia di fantasmi del passato e di una misteriosa conduttrice radiofonica che sembra conoscere troppi dettagli della sua vita.
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Bullet Ballad (Alessio D’Uva, Arjuna Susini)
Edizioni BD, brossurato, 96 pagine in bianco e nero, € 9.00

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[Alfredo Goffredi]

November 18 2011

Rispetto per i morti

Il fumetto è un microcosmo che negli anni ha cercato di disabituarci alla fissità delle cose. Specie per certo fumetto mainstream non è mai detta l’ultima parola, specie quando la parola è “fine” o “morte”.  Un caso a parte è, invece, quando “fine” e “morte” vengono a coincidere.Un episodio celebre è questo: “Sfortunatamente non sono più in grado di rispettare i ritmi richiesti da una striscia

November 11 2011

10 cose che non dovrebbero mancare in un fumetto pt.3: consapevolezza del linguaggio

Parlo di linguaggio riferendomi, ovviamente, non alla parola. Il fumetto come linguaggio, medium se vogliamo. Perché se negli anni d’oro il fumetto ci mise un attimo a dimenticarsi della realtà per abbracciare il linguaggio dell’arte, del cinema, del sogno, una volta trovata una propria dimensione per molti è stato considerato come qualcosa da esplorare solo ed esclusivamente a livello di

October 28 2011

Un po' di cose mentre s'invaligia

Si è sempre più complesso. Nel mentre ora s'invaligia cose per Lucca, che ancora non ho capito cosa portare.Visto che non ho avuto tempo di scrivere contenuti "originali", e che il post 101 ha avuto una grab carica con l'ultimo TP di Unknown Soldier direi che oggi posso limitarmi a segnalare un po' di cose, facendo la figura di quello che ha fatto pur non avendo niente di appositamente scritto.

October 27 2011

Lucca Comics & Games 2011

27 ottobre – Da domani e fino a martedì prossimo. Buon divertimento!

Tags: fumetti

October 10 2011

Unknown Soldier TP4

Unknown Soldier TP 4 – DC Comics/Vertigo, brossurato, 128 pagine a colori, 14.99 $Testi di Joshua Dysart, disegni di Alberto Ponticelli e Rick Veitch Allora, diciamo subito che questo pezzo relativo al quarto TP di Unknown Soldier non è per chi ne è a digiuno, e si addentrerà nella trama palpandola, parlando apertamente di quel che succede, senza trattenersi. Tutto questo per dire: se siete
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